Intervista con Raffaello Corti vincitore del nostro 1° concorso letterario per il genere Poesie

Raffaello, come é venuto a conoscenza del nostro primo concorso letterario “Spicca il volo con la Cicogna?”

Attraverso il sito “concorsiletterari.it”


Lei non è più un Autore esordiente, avendo già pubblicato diverse opere. Cosa pensa delle dinamiche che “governano” il mondo editoriale italiano?

E’ un mondo chiuso e saccente, ormai in balia del business, dei media e che ha perso di vista i valori della letteratura ed i messaggi che questa vorrebbe inviare.

Solo grazie all’impegno di piccoli editori, esiste ancora una finestra a cui potersi affacciare, per respirare cultura e poesia, non inquinata dall’odore del denaro. Ed è qui che necessita valorizzare ed orientare i nuovi scrittori e le nuove generazioni.


In generale, cosa pensa dei concorsi letterari?

Se non esageratamente cari in termini di quote di iscrizione, sono l’unico veicolo per gli esordienti di farsi spazio e dare voce ai loro pensieri. Necessita comunque, anche in questo campo, una grossa attenzione e valutazione da parte degli autori.


La poesia: pensieri, riflessioni, emozioni… Non tutte le persone però, sono in grado di apprezzare e comprendere queste cose. Come dare la dignità che merita a questo genere letterario?

Sicuramente selezionando alla fonte opere di un certo rilievo, vista la ormai enorme mole di materiale poetico reperibile ovunque e non sempre di buona qualità.

In seconda battuta, cercando di agire attraverso i distributori e le librerie, affinché non releghino la poesia in angoli inaccessibili.

Terzo, puntando sui giovani e le loro speranze o sogni; loro sono il futuro delle nostre emozioni.


Vincere un concorso letterario, lo considera un punto di partenza oppure un punto di arrivo? Perché?

Vincere un concorso è solo l’inizio di un lungo percorso, che ha come meta principale, il confronto con se stessi e con gli altri che avranno la possibilità di giudicarci, nel bene e nel male.

Quindi vincere, è una piccola lezione di vita dai risvolti imprevedibili.


Quali obiettivi/progetti letterari si pone per il futuro?

Continuare a scrivere di me, degli altri e di chi più non è, affinché chi avrà il piacere di leggere la mia poesia, possa farla propria, come un abito su misura per i giorni di festa, per mostrarlo e/o donarlo a tutti.