“La coscienza di Daniel” – Andrea Zarroli


Coscienza universale e antirazzismo, armonia naturale, amore e pericolo.
Nello scenario selvaggio di una Camargue ritratta nei suoi elementi primordiali, i sentimenti burrascosi di cinque personaggi s’intrecciano nel breve volgere di ventiquattr’ore, un giorno d’agosto alla fine degli anni Novanta. Ma sotto aspetti diversi, gli eventi di quella singola giornata segneranno profondamente la vita di ciascuno di loro.
Daniele e Liliya, il giovane gardian Marcèl e Mirka ragazza zingara, il marinaio Pierre: la loro vita giunge a un crocevia che li costringe a scelte precise, fondamentali, simbolicamente le stesse del genere umano giunto alla svolta del terzo millennio.
In un magistrale racconto di John Steinbeck emerge il concetto che ogni uomo è il padre di tutti i figli del genere umano. Il punto di vista di questa bellissima affermazione, tanto semplice e sconcertante, è quello delle responsabilità di ogni uomo adulto nei confronti di un mondo ch’egli ha soltanto ricevuto in prestito dai padri perché al termine dei suoi giorni possa riconsegnarlo alle nuove generazioni migliorato o perlomeno inalterato.
La speranza di chi scrive, nell’interesse di suo figlio così come di tutti quei figli che non avrà né conoscerà mai, è che in questa folle corsa al progresso tecnologico, all’incessante produzione di più di quanto realmente ci occorre, all’utilizzo sfrenato e inconsapevole di ogni materia prima fino al suo esaurimento o collasso, accada agli uomini ciò che nel romanzo capita a Pierre.
Di poter guardare a fondo nel grande occhio di una balena fino a vedervi impressa la verità.
Che è condivisione con ogni altra creatura vivente, fiume, albero, mare, rondine o balena, di equilibri naturali fragili e meravigliosi che dovremmo imparare a proteggere per garantire un futuro al nostro stesso sangue.

L’AUTORE
Andrea Zarroli è nato a Livorno il 14 dicembre del 1975, dove tutt’oggi vive con sua moglie Yuliya e il piccolo Sebastiano di due anni.
Sul modello di scrittori come Hemingway, Steinbeck e Remarque, s’ispira al realismo dei fatti narrati e interpreta la scrittura in modo radicale come strumento d’impegno sociale, come possibilità di agire, attraverso la parola scritta, sulla coscienza degli uomini, come possibilità di riscatto, mediante l’estensione della dimensione spaziotemporale, sulle ristrettezze che la vita impone.
Sentimenti puri e taglienti combinati all’azione sono gli elementi base di una narrazione che prima che alla testa punta al cuore di chi legge: terreno di scontro interiore nel quale viltà e coraggio si contendono da sempre le scelte degli uomini.
Istintivamente attratto dal respiro antico del Mediterraneo, dalle culture rurali e pastorali dell’Egeo, dai marinai, mandriani e pescatori delle isole tirreniche, della Corsica e del Sud della Francia, è in questi luoghi ancora in parte remoti, dove l’impronta tecnologica grava meno che altrove sulla natura umana consentendole di esprimersi nella sua primordiale spontaneità di pulsioni generose, pietose o crudeli, che Andrea Zarroli ambienta spesso le vicende di personaggi sofferti, duri come il segno dei coltelli sulle querce da sughero, spesso destinati a perdere ma mai sconfitti. Perché anche nel dolore e nella perdita esiste sempre una possibilità di riscatto, così come dalle ceneri di un bosco divorato dalle fiamme pian piano la linfa riaffiora e dà vita a nuovi germogli.

Andrea Zarroli
La coscienza di Daniel

Genere: romanzo
Pagine: 128
Formato: cm 14 x 21
Confezione: brossura
Prezzo: Euro 14,00
ISBN: 9788897481003